Centro culturale e Museo Casa Cavalier Pellanda
Contrada Cav. Pellanda 4 / CH - 6710 Biasca
Venerdì 24 ottobre 2014
Gianfranco Bonetti 1947 - 2007
Da Grünewald alla grande Triade testoriana: Giacometti, Bacon, Varlin
Dipinti, incisioni, carte e documenti

Per l’occasione esce una pubblicazione con saggio di Stefano Crespi e uno scritto di Giovanni Testori

Dal 25 ottobre 2014 al 25 gennaio 2015
Me-sa-do 14:00-18:00 / ve 16:00-19:00
Attraverso questa edizione, sul pittore e incisore Gianfranco Bonetti, si vogliono focalizzare alcuni aspetti finora poco considerati dell’artista, ma che si sono rivelati determinanti nella sua opera. L’arco temporaneo si estende da Grünewald, uno dei maggiori pittori del Rinascimento tedesco, a tre grandi artisti figurativi del Novecento: Giacometti, Bacon, Varlin, definiti da Giovanni Testori come ”la grande Triade”. Bonetti nutrì una particolare ammirazione per questi artisti, ne sono la testimonianza i ritratti loro dedicati ed eseguiti da fotografie che vedeva riprodotte nei cataloghi, libri d’arte, riviste, ecc. Tra questi vi è un interessante disegno a penna, tratto da una fotografia di Cartier-Bresson che mostra Varlin mentre cammina su un prato a Bondo, con un raccoglitore sotto braccio alla ricerca di un angolo di paesaggio da ritrarre. Nella fotografia Varlin è colto di spalle, il volto non si vede, ma nel disegno di Bonetti ecco che il volto guarda verso di noi, ma non è quello di Varlin, bensì quello dello stesso Bonetti. Di questi, e altri artisti, Bonetti ne studiò le opere, non solo visitando musei e gallerie, ma attraverso lavori pittorici. Tra questi spiccano alcuni notevoli dipinti, oltre a piccole carte e puntesecche, nelle quali Bonetti guarda alla straordinaria e terrificante Crocifissione di Colmar, del Grünewald, un capolavoro senza pari. In alcune di queste opere il Cristo crocifisso si trova dentro una squallida stanza, con ai piedi della croce un “osceno” scorfano, elemento, quest’ultimo, che porta alla mente una lapidaria frase espressa da Giovanni Testori:"anche la bestemmia può avvicinare l’uomo a Dio". Tutto avvenne durante una visita all’Archivio Pittore Bonetti, situato nei pressi di Bergamo, dove notai, con non poco stupore, questo straordinario materiale, che immediatamente mi suggerì il tema per una pubblicazione e una mostra che potessero rivelare le vere origini dell’arte di Bonetti, dunque poterlo collocare con maggior precisione dentro un contesto storico e artistico. Grande disegnatore e colorista, maestro come pochi nell’incisione, soprattutto quella a puntasecca, Bonetti ha dato alla luce opere di rara bellezza, senza mai cadere in un facile “manierismo”, ma, al contrario, rimanendo costantemente alla ricerca di un rinnovo dell’arte figurativa, non da ultimo, in un tempo dove questa veniva considerata da molta critica come qualcosa di ormai superato. Bonetti stesso, sconcertato e disilluso da come andavano le cose con la pittura, smise durante un decennio di dipingere, col tempo però si convinse che avrebbe dovuto ritentare, ciò voleva dire, cominciare tutto da capo, ma questa volta con quella determinazione che, per varie ragioni, gli era mancata in precedenza. Oggi Gianfranco Bonetti va considerato come uno dei più interessanti pittori italiani della sua generazione, anche se l’artista non fece mai nulla per farsi riconoscere come tale, non di rado capitava che qualcuno di competente in cose d’arte si recasse nel suo studio, per poi uscirne, dopo ore di conversazione sulla poesia, sui poeti e gli scrittori in genere, senza aver visto un sol quadro. Questo era Bonetti, un artista vero e che ha vissuto unicamente per l’arte, sempre tormentato da incertezze e dubbi, ma anche pronto a combattere con un nuovo quadro o una lastra di zinco, che immancabilmente lo attendevano nello studio. Desidero esprimere un pensiero di gratitudine al pittore Bruno Visinoni e a Maria Pia Gorlini, per aver messo a disposizione le opere e i documenti dell’Archivio Pittore Bonetti. Un ringraziamento a Mario Matasci, Arialdo Ceribelli, Alain Toubas e ai Collezionisti privati, per il prestito di alcune significative opere e documenti. Un particolare ringraziamento lo rivolgo a Stefano Crespi, critico d’arte e di letteratura, per il suo magnifico saggio che introduce questa edizione su Gianfranco Bonetti.

Marco Gurtner
Direzione mostre ed eventi culturali
Casa Cavalier Pellanda
Comune di Biasca

Questo sito documenta l’opera pittorica di Gianfranco Bonetti.

Le opere sono suddivise in sette gruppi:

DIPINTI AD OLIO SU TELA

DIPINTI AD OLIO SU CARTA RINTELATA

TECNICHE MISTE SU CARTA

PASTELLI SU TELA O CARTA

INCISIONI

DISEGNI

Le opere presenti coprono un arco cronologico che va dal 1975 alla morte dell’artista.
Il sito è uno strumento ufficiale dell’Archivio Bonetti il cui scopo è quello di studiare, catalogare, divulgare l’opera dell’artista e di assistere collezionisti e galleristi rilasciando le autentiche previste dalla legge. Il sito è a disposizione di tutti quelli che possiedono una o più opere di Gianfranco Bonetti e desiderano chiarimenti in merito. Previa domanda e appuntamento, l’Archivio è disponibile ad incontrare storici e studiosi. L’Archivio è costituito da un comitato culturale composto da:
-Arialdo Ceribelli, Gallerista;
-Attilio Pizzigoni, Architetto critico d’Arte;
-Mariapia Gorlini, Collezionista;
-Bruno Visinoni, Pittore.
L’Archivio ha sede in Albano S. Alessandro.
/ ENGLISH

This website is about Gianfranco Bonetti’s pictorial work. His works can be divided into three large groups: oil paintings pastels and mixed technique engravings. The chronological order of this whole corpus goes from 1975 to the artist’s death. This site is an official means of the Bonetti Archive, which aims to study, catalogue, divulge the artist’s work and assist collectors and Art dealers releasing authentics. Anyone who owns one or more of Bonetti’s works and needs elucidation is welcome to check this site. The Archive will be available for scholars and historians who ask for an appointment. The Archive is looked after by a Cultural Committee, featuring: Arialdo Ceribelli, Art dealer Mariapia Gorlini, collector Attilio Pizzigoni, Art critic Bruno Visinoni, painter